PERCHE' RIMINI ???

#NONSOLOMARE 

Rimini, città unica, travolgente ed indimenticabile. I suoi tesori d’arte contemplano capolavori unici che vanno dal periodo romano a quello rinascimentale. Un luogo da conoscere seguendo le tracce imponenti e suggestive lasciate da venti secoli di storia come l`Arco d`Augusto, il Ponte di Tiberio, Castel Sismondo, il Tempio Malatestiano, la romana piazza Tre Martiri o la medioevale piazza Cavour, per terminare con il Museo della città che custodisce il suo passato, attraverso oltre 1500 opere, e il sito archeologico della Domus del Chirugo con l’eccezionale corredo chirurgico-farmaceutico, giunto intatto a noi dall'età romana.

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Poche realtà territoriali propongono tanti castelli autentici e borghi fortificati concentrati in pochissimi chilometri. Rimini ne conserva uno dei più importanti a testimonianza della magnificenza dei Malatesta: Castel Sismondo, che porta il nome del suo signore. E’ la principale reggia della famiglia, anche se essa amava spostarsi nei tanti castelli del suo esteso territorio. 
Tra questi Santarcangelo di Romagna, armonioso ed elegante centro storico dominato dalla Rocca dei Malatesta, che qui governarono a partire dal XIII sec, anche se la fortificazione era preesistente. I signori di Rimini la ampliarono e l’abbellirono e la Rocca di oggi è il frutto della loro opera ricostruttiva.

Lasciata Santarcangelo il percorso in Valmarecchia comincia con il Palazzo Marcosanti a Poggio Berni, a seguire il Castello di Scorticata e di Montebello, dove aleggia la leggenda della piccola Azzurrina scomparsa nelle sue segrete, di cui secondo la leggenda si ode ancora oggi il pianto. 
Dirimpettaia è la Rocca di Verucchio che fu del Mastin Vecchio, centenario capostipite dei Malatesta. Sulla sinistra svettano le quinte turrite del Monte Titano, emblemi dell’antica Repubblica di San Marino. Su un ardito sperone dalle pareti a strapiombo, sorge la stupefacente Fortezza di San Leo, l’antica Montefeltro. 
Accovacciato sotto al Monte Carpegna, Pennabilli con i Castelli di Penna e Billi. Più su il borgo fortificato di Casteldelci, l’antico Castrum Ilicis, patria di Uguccione della Faggiola, e Sant’Agata Feltria con la bizzarra Rocca Fregoso e la frazione di Petrella Guidi, che conserva intatta la struttura urbanistica del XIV secolo. 

In Valconca analogo percorso dalla ricchezza entusiasmante a cominciare dalla pianura con il centro medievale di San Giovanni in Marignano. Salendo ecco Montescudo con la cinta muraria a doppia funzione difensiva e a pochi chilometri il borgo fortificato dell’Albereto. Montefiore Conca la cui Rocca affascina per imponenza e bellezza, donando nelle sue sale affreschi rarissimi e preziosi, unica testimonianza superstite a soggetto profano degli apparati decorativi trecenteschi dei Malatesta e una varietà di materiali qui rinvenuti che offrono uno spaccato della vita del castello, nelle sue numerose sfaccettature. E ancora l’elegante Montegridolfo che ha mantenuto intatto il suo borgo fortificato e la nobile Saludecio, circondato da possenti mura e con l’unico bastione ad asso di picche dell’intera provincia. Il percorso si chiude a Mondaino, che della sua cinta conserva quasi tutto il perimetro e si presenta con l’elegante palatium analogo al cassero di Castel Sismondo che domina una singolare armoniosa piazza a semicerchio.

SAN LEO

Il panorama che si gode da San Leo è uno dei più belli e caratteristici della regione la vista spazia sui monti circostanti e lungo, la vallata del Marecchia, fino al mare.

San Leo, detta Montefeltro, è situata a metri 583 s.m., a 32 km. da Rimini, nella Val Marecchia. Sorge su un enorme masso roccioso tutt'intorno invalicabile e vi si accede per un'unica strada tagliata nella roccia.

Sulla punta più alta dello sperone si eleva l'inespugnabile Forte, rimaneggiato da Francesco di Giorgio Martini, nel XV secolo, per ordine di Federico lll da Montefeltro.

Notevole è anche il patrimonio architettonico conservato:

la Pieve preromanica, il Duomo romanico lombardo del sec. Xll, il Forte; Il Museo di Arte Sacra recentemente allestito nel Palazzo Mediceo, sparsi sul territorio comunale, i ruderi di diversi castelli, tra i quali quelli di Pietracuta, e di Piega, il convento francescano di S. Igne, il convento domenicano di Monte di Pietracuta, la chiesa di Montemaggio, con un pregevole soffitto di legno a cassettoni.


GRADARA

La Rocca di Gradara e il suo Borgo Fortificato rappresentano una delle strutture medioevali meglio conservate delle Marche e d’Italia e le due cinte murarie che proteggono la Fortezza, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, la rendono anche una delle più imponenti. Il Castello sorge su una collina a 142 metri sul livello del mare.

Gradara passerà di mano diverse volte, ed alcune tra le più importanti casate della penisola si contenderanno il suo possesso: i Borgia, i Della Rovere, i Medici. L’ottimo stato di conservazione della Rocca lo si deve all’ing. Umberto Zanvettori che, attorno al 1920 riporterà la fortezza alla sua antica bellezza.

Gradara sorge in un territorio ricco d’ulivi, vigneti e dall’antica tradizione culinaria. Le tipiche trattorie ed i ristoranti di Gradara offrono un’ottima cucina marchigiano-romagnola. Il Piatto tipico di Gradara sono i "Tagliolini con la Bomba"; un piatto della tradizione contadina con un nome curioso che deriva dalla modalità di preparazione.

Con l’iniziativa "Il Medioevo a Tavola", Gradara mette in campo la sua vocazione per la storia e per il medioevo in particolare con giornate dedicate alla cucina medievale organizzate nel corso dell'anno, nelle quali i ristoranti del borgo si trasformano in taverne quattrocentesche, un vero e proprio salto nel passato. 
L’evento principale di Gradara è “Assedio al Castello”, la rievocazione storica del terribile assedio del 1446. La rievocazione si svolge il penultimo week end di luglio e viene aperta da un grande spettacolo piromusicale e da una rievocazione dell’assedio con più di cento figuranti, cavalli ed effetti speciali. Seguono le giornate medioevali all’interno del centro storico.


PENNABILLI

Pennabilli è felicemente ubicata al centro di un maestoso anfiteatro naturale nell’Alta Valmarecchia a 630 metri, affacciata sul fiume Marecchia, con le sue oasi di verde, con il grande Parco Begni, le numerose attrezzature sportive e ricreative, i vari sentieri per passeggiate ed escursioni. La sua vocazione culturale la rende anche ricca di musei, manifestazioni ed eventi di importanza nazionale.

Immaginarne la storia millenaria immergendosi come in un sogno nella natura, e nei segni che l’uomo ha lasciato nei secoli; scorci naturalistici e ambientali di primordiale fattezza; paesaggi dominati da un’ alternarsi di coltivi, boschi, prati, punteggiati di campanili torri, grappoli di case insediamenti a castello, viottoli della transumanza che convivono con mandrie di bovini della pregiata razza marchigiana allevata allo stato semibrado. 

Da quarant’anni Pennabilli presenta, nel mese di luglio, la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato, una fra le più importanti rassegna in Italia, cui hanno fatto seguito centri di restauro e botteghe antiquarie.
A cavallo di maggio e giugno in tutta la città si svolge il Festival internazionale d’arte di strada “Artisti in piazza” che, con i suoi fantastici spettacoli di teatro, musica, giocoleria, circo e danza, richiama ogni anno migliaia di visitatori.
Durante l’anno vengono organizzati festeggiamenti, celebrazioni e manifestazioni storiche. All’interno dello storico Teatro Vittoria, recentemente restaurato, vengono svolte rassegne teatrali, convegni e spettacoli. Le numerose e attivissime frazioni che propongono a loro volta eventi e sagre (fungo prugnolo, cinghiale, carni locali), sono meta di piacevoli itinerari culturali e naturalistici: il borgo medievale con la superba torre a Bascio, la Pieve romanica di Ponte Messa, il Convento di Santa Maria dell’ Oliva e la torre medievale al castello di Maciano, il lago di Andreuccio sulla strada per Soanne, i ruderi del Castello e la loggia del comune a Scavolino, il Convento Agostiniano a Miratoio, il tutto nella imponente cornice del Monte Carpegna, del Sasso Simone, del Monte Fumaiolo.